Guida pratica

Come girare col telefono un video che si può montare bene

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Il telefono che hai in tasca gira meglio delle telecamere con cui si facevano gli spot in televisione dieci anni fa. Quello che non fa è decidere al posto tuo: e quasi tutti i video che arrivano da montare non hanno un problema di qualità d’immagine, hanno un problema di materiale mancante.

Il montaggio non salva un girato sbagliato. Può nasconderlo, e nasconderlo costa tempo e si vede. Questa guida è la lista di cosa fare prima che la camera parta, in ordine di quanto pesa sul risultato.

Prima regola: decidi dove finirà il video, poi inquadra

È l’unica decisione che non si può correggere dopo. Un video girato in orizzontale e pubblicato in verticale perde metà dell’inquadratura, e quella metà la scelgo io al montaggio: se il prodotto sta a destra e il volto a sinistra, uno dei due esce dal quadro.

  • Verticale se il video va su Reels, TikTok o Shorts. Tieni il soggetto al centro e lascia un po’ di aria sopra la testa: i testi in sovrimpressione e l’interfaccia dell’app occupano la fascia alta e quella bassa.
  • Orizzontale se va su YouTube, su un sito o in una presentazione.
  • Entrambi è possibile, ma va deciso prima: si gira orizzontale lasciando molto spazio ai lati e sapendo che il verticale sarà un ritaglio stretto. Deciderlo dopo, invece, significa scegliere quale delle due versioni sacrificare.

Una cosa che sembra un dettaglio e non lo è: non ruotare il telefono a metà ripresa. Non si recupera, e il pezzo va buttato.

La luce è gratis e conta più della camera

La differenza tra un video che sembra fatto bene e uno che sembra fatto in fretta è quasi sempre la luce, non l’attrezzatura. Tre cose bastano.

  • Metti la luce davanti al soggetto, non dietro. Di fronte a una finestra, non con la finestra alle spalle: controluce significa un volto scuro su un fondo bruciato, e nessuna correzione colore lo ripara davvero.
  • Evita il sole a picco e i neon a soffitto. Fanno ombre dure sotto gli occhi. Una giornata nuvolosa è la luce migliore che esista, e la prima o l’ultima ora di sole la seconda.
  • Non cambiare luce dentro la stessa scena. Se giri metà clip vicino alla finestra e metà in fondo alla stanza, i due pezzi non si possono unire in un taglio: hanno colori diversi, e si vede.

L'audio è la metà del video che nessuno prepara

Si perdona un’immagine mediocre, non si perdona un audio faticoso. E l’audio è la cosa che al montaggio si può sistemare meno: il rumore di fondo si attenua, l’eco di una stanza vuota no.

  • Avvicinati. Il microfono del telefono è buono a mezzo metro e mediocre a tre. Se il soggetto parla da lontano, il telefono va vicino a lui, non all’inquadratura che ti piace.
  • Scegli la stanza, non il filtro. Stanze piccole con tende, tappeti, divani, scaffali. Le stanze vuote con pareti nude e pavimento duro rimbombano.
  • Spegni quello che ronza. Condizionatore, frigorifero, ventole, radio in sottofondo. Un ronzio costante entra sotto tutta la clip e ci resta.
  • Registra dieci secondi di silenzio nella stanza, prima o dopo. Sembra inutile: è il materiale con cui si cancella il rumore di fondo dal resto.

Se il video è parlato e l’ambiente è rumoroso, un microfonino a clip da pochi euro cambia il risultato più di qualunque altra spesa.

Ferma il telefono, e muovilo solo se hai un motivo

La stabilizzazione dei telefoni recenti è buona, ma lavora ritagliando l’immagine e non inventa nulla: una camminata a mano libera resta una camminata a mano libera. Appoggia il telefono a qualcosa — un treppiede da tavolo, una pila di libri, un muro — ogni volta che la ripresa non ha bisogno di muoversi.

Quando serve un movimento, fallo lento e in una sola direzione, e continua a registrare un paio di secondi oltre la fine: quei due secondi sono quello che al montaggio permette di chiudere il taglio dove serve invece di dove finisce il file.

Gira il triplo, e gira anche le cose che sembrano inutili

È il punto in cui si perde più tempo di tutti, perché è quello che si scopre a montaggio iniziato, quando tornare a girare significa rifare mezza giornata.

  • Due o tre versioni di ogni pezzo parlato. Non per scegliere la migliore: per poter tagliare a metà frase e ripartire da un’altra ripresa senza uno stacco visibile.
  • Le immagini di appoggio. Le mani che fanno la cosa, il prodotto da vicino, l’insegna, la macchina che gira, il dettaglio. Sono quelle che coprono i tagli e fanno respirare il montato: senza, resta una persona che parla in campo fisso per quaranta secondi.
  • Un’inquadratura larga e una stretta della stessa scena. Due punti di vista dello stesso momento diventano un taglio; un solo punto di vista diventa un’unica clip da cui non si può uscire.
  • Qualche secondo prima di «azione» e dopo «stop». Il primo e l’ultimo secondo di ogni clip sono quasi sempre inutilizzabili.

La regola pratica: gira almeno tre volte il materiale che pensi di usare. Sul telefono non costa niente, e mancare un’immagine costa una seconda uscita.

Le quattro cose da non fare

  • Non applicare filtri o effetti in ripresa. Sono irreversibili. Il colore si fa al montaggio, dove si può cambiare idea; un filtro girato dentro l’immagine no.
  • Non montare nell’app del telefono prima di mandarmelo. Un file già tagliato, con musica e testi incollati sopra, non si può rimontare: mi serve il materiale, non una versione da correggere.
  • Non mandare i video via WhatsApp o Instagram. Ricomprimono tutto e buttano via metà della qualità. Google Drive, e i file originali.
  • Non cancellare gli scarti prima che il video sia approvato. Il pezzo che ti sembra sbagliato è spesso quello che serve a coprire un taglio.

La lista da rileggere cinque minuti prima di girare

  • Batteria sopra il 50% e memoria libera: un video si interrompe sempre nel momento buono.
  • Obiettivo pulito: un’impronta sul vetro fa una velatura che sembra nebbia.
  • Modalità aereo, o almeno notifiche silenziose: un avviso in mezzo a una frase la butta.
  • Luce davanti al soggetto, telefono vicino a chi parla, telefono appoggiato a qualcosa.
  • Orientamento deciso e mai cambiato per tutta la sessione.
  • Dieci secondi di silenzio della stanza, registrati e non cancellati.
  • Le immagini di appoggio: mani, dettagli, insegna, prodotto.

Come mandare il materiale

Una cartella di Google Drive condivisa in lettura, con i file originali dentro. Non serve rinominarli né comprimerli: se qualcosa non va lo dico io. Vale la pena aggiungere due righe di testo con quello che il video deve ottenere e dove verrà pubblicato — è l’informazione che cambia il montaggio più di qualunque altra, e quasi nessuno la manda.

Se hai girato e non sai se il materiale basta, non ci sono premi per scoprirlo dopo aver pagato: mandamene un pezzo e te lo dico.

Domande frequenti

Come ti mando il girato?

Con un link a una cartella di Google Drive. Dopo il pagamento arrivi su una pagina che spiega come crearla e come aprire la condivisione ("Chiunque abbia il link", ruolo Visualizzatore), poi incolli lì il link insieme a eventuali loghi, musiche o riferimenti. Non serve comprimere nulla né usare programmi particolari: i file originali vanno benissimo, anzi sono preferibili.

E se non ho il girato? Riprendi tu?

Sì. Ogni pacchetto ha la variante "serve anche il girato": in quel caso vengo io a riprendere, con luci e audio, e poi monto. Costa circa il 50-60% in più della versione con il materiale già pronto. Le riprese in presenza si fanno in Toscana; fuori regione si valuta caso per caso e le eventuali spese di trasferta sono indicate nel preventivo prima dell'acquisto, mai dopo.

Posso capire come lavori prima di pagare qualcosa?

Mandami un video che hai già girato, anche col telefono, lungo fino a 3 minuti: entro 2 giorni lavorativi ti rispondo per iscritto con cosa promettono i primi due secondi, dove secondo me cade l’attenzione, cosa taglierei, l’hook che userei e il taglio giusto per la piattaforma su cui vuoi pubblicarlo. È gratis, non serve comprare niente e l’analisi resta tua anche se poi non lavoriamo insieme. Un’avvertenza per onestà: è un’analisi scritta, non un montaggio di prova — il montaggio è il lavoro, e quello si paga. Se non hai ancora girato niente mandami l’idea in due righe: ti dico come la girerei e cosa serve per farla funzionare. Anche questa è scritta nelle condizioni generali, al punto 18, con i suoi limiti dichiarati.

Mandami un video: ti dico gratis cosa ne farei.

Mandami un video che hai già girato: entro 2 giorni lavorativi ti scrivo cosa funziona, cosa taglierei e con che hook lo aprirei. Gratis e senza impegno.

Un video per persona, lungo fino a 3 minuti. È un’analisi scritta, non un montaggio di prova: il montaggio è il lavoro e si paga.